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SU PAN' E SABA PAULESU

Il pane di sapa è uno dei dolci più diffusi a Monserrato, caratterizzata da una economia vitivinicola, ha sempre prodotto grande quantità di sapa ed ottima uva passa. Si tratta di un maritzosu lavorato con la sapa, condito con uva passa, pinoli, mandorle e noci. Nel periodo della vendemmia, si procura l'uva nera per fare il mosto, si mette in un pentolone e si fa bollire a fuoco molto lento per 6 o 7 ore, mentre ogni tanto si toglie la schiuma che si forma. Una volta finita la cottura, si lascia tutta la notte a raffreddare e si filtra con cura utilizzando se è necessario un pezzo di stoffa e la sapa è pronta. La sapa, è solo l'ingrediente principale.. Spellare le mandorle, dopo averle immerse in acqua bollente per 5 minuti e tagliarle a listelline sottili. Sciogliere il lievito di birra con un po’ di sapa e mezzo bicchiere d’acqua tiepida; versare il liquido, aggiungendo un pò di vanillina, di  cannella, di buccia d'arancia trittata e  il resto della sapa sulla farina pronta per essere impastata. Lavorare a fondo, aggiungendo via via un pizzico di sale, le mandorle, i pinoli, l’uva passa e le noci sgusciate e sminuzzate. Far amalgamare bene il tutto aggiungendo, se necessario per ammorbidire l'impasto, dell’altra sapa. Sistemare quindi il composto  in un recipiente, coprire con una coperta di lana e metterlo a lievitare per almeno una settimana. Una volta lievitato suddividere l’impasto in pezzi uguali; collocarli distanziati regolarmente in una teglia infarinata ed infilarli nel forno precedentemente riscaldato. Far cuocere per un’ora a temperatura costante. Una volta sfornati spennellare i panetti con abbondante sapa e guarnire con le  momperiglie.

 

S'ANGULIA

L'angùli(a) o su coccoi cun s'ou, è un pane speciale dedicato ai bambini per le forme più varie che può assumere. Confezionato con semola finissima viene decorato con un uovo poggiato o incorporato nella pasta. Assumeva dimensioni e forme diverse in funzione del sesso e dell'età del destinatario, poichè era oggetto di scambio anche fra adulti, fra fidanzati e dono per il giorno di Pasqua. Ai maschietti le nonne e le mamme facevano pani a forma di animali, di galletti, di tacchini e di biciclette; alle bambine a forma di bambolina o di borsetta; erano anche a forma di coccoi, di cestino o di sporta, spesso spruzzate con una miscela d'acqua e zafferano. Il termine angùli(a) deriva dall'arabo maghrebino angul e indica appunto un pane a forma di sporta, che è stato introdotto in Sardegna probabilmente con le migrazioni dal nord Africa. E' così diffuso che viene citato nelle poesie e nei canti dialettali; dice un motetto: "Sa dì de Pasca a Crara, d'arregalu un'angùli, currid'a sa sbentiara, su tranvai de Pauli " (il giorno di Pasqua a Chiara, regalo una sportellina con l'uovo, corre all'impazzata, il tranvai di Monserrato).

(Rosalba Lecca, Dalla terra al pane, ieri e oggi - Sa leurera e is bellas manus, Stampa Press Color)