Home > Personalità

CESARE CABRAS

Monserrato, 13 Novembre 1886 - Cagliari, 13 Novembre 1968

[...] La sua arte, genuina e severa, ha celebrato, soprattutto, la civiltà contadina, colta nella liturgia delle opere e dei giorni, feriali e festivi, segnata dalla fatica, alleviata dalla pausa delle feste religiose, con una visione della vita domestica, sacrale, che rimanda, per analogia, al mito del "nido" pascoliano. [...] Realizzò una sintesi felice tra arte e vita, elaborò un'arte inscindibile dalla visione della sua terra. Le sue opere fissano - una volta per sempre - la sacralità della terra: le aie, autentici idilli georgici, e i vigneti, e i mandorli in fiore. Magistrale la raffigurazione dell'incanto aurorale delle case monserratine e teuladine nella sua sintassi solare. [...] Trascorse la fanciullezza nei campi, lavorò come e con tutti i componenti della famiglia patriarcale, contadina, restò fedele alla terra dalla quale trasse ispirazione lirica, senza mediazioni manieristiche. [...] Diplomatosi all'Accademia di Belle Arti a Roma il 1912, fu a bottega da Pietro Gaudenzi, nell'Urbe, dove frequentò un corso sul nudo. Seguì, quindi, il Gaudenzi a Milano e dal 1919 al 1930 alternò il soggiorno con Teulada - lavorando indefesso - dove visse anche la sua stagione sentimentale.
Il decennio successivo lo vide impegnato nella pittura coloniale, con oltre sessanta quadri, anche se il fatto più gratificante fu l'esposizione alla XVIII Biennale Mostra Internazionale di Venezia (1932), dove ottenne il consenso della critica sulle quattordici aie, vibranti nel tripudio del giallo aureo, forse la cifra più alta. [...]
La sua presenza si fece sentire alla Quadriennale di Roma, alla Mostra Nazionale dell'Arte Italiana contemporanea a Berlino.
Alloché fu inviato in Africa dal Comitato della Mostra Coloniale, ottenne il riconoscimento come uno degli otto artisti prescelti in Italia: già questo fu un successo. Fece tesoro di questo viaggio: tenne una personale alla Mostra Coloniale di Napoli (1935), che i critici accolsero con giudizi lusinghieri per la sua capacità pittorica ed espressiva.
Il 25 Gennaio 1936 il prefetto di Cagliari - presenti tutte le autorità - inaugurò la personale di Cabras nella Galleria Palladino, [...]. Il successo fu vivo e si concretizzò in numerosi acquisti di opere, tra le quali sono da segnalare Forno alla Berka (olio su tela), esposto alla Mostra Coloniale di Napoli, ed acquistato da Vittorio Emanuele III, come pure Pozzo a Coefia (olio su tela), esposto alla medesima mostra, ed acquistato dalla principessa del Piemonte. [...]
Indefessa, la sua attività si espresse in mostre personali e con la partecipazione a mostre collettive, selettive: centocinquanta presenze sono - già di per sé - l'attestato della sua inesausta vitalità creativa. Né mancarono i riconoscimenti ufficiali: medaglia d'argento a Cagliari (1934), alla mostra regionale d'arte; medaglia d'oro al Concorso di Castellamare di Stabia (1934); diploma d'onore a Budapest (1936), alla mostra d'arte italiana contemporanea; medaglia d'argento a Parigi (1937), alla Mostra universale, per tacere di altri riconoscimenti, lusinghieri. [...]
Giunto alla conclusione della sua esperienza, esistenziale e pittorica, egli definì la sua arte "una viva espressione di vita". Con struggente nostalgia fissò sulla tela la calura gialla d'estate, il freddo azzurro del cielo, la sinfonia policroma del sole, la vivacità cromatica dei costumi di gala, femminili e maschili. Rivisitò in colore francescano la povertà di uomini e di cose, la durezza dei volti contadini adusi alle fatiche, e non tacque della monotonia delle aie campidanesi, dei volubili umori delle stagioni, delle biche immerse nel silenzio diafano delle stoppie, della bianca solitudine dei cortili paesani. [...]

(Serafino Agus, Storia di Monserrato, Ed. Grafica del Parteolla)
  (...tutte le foto)

 

Altre info:

 

 

 

CARLO ARGIOLAS

Monserrato, 1915 - Roma, 1998

Temperamento complesso, il suo modulo espressivo mutò a contatto di diverse esperienze culturali che lo spinsero ad abbandonare l'isola - e l'insegnamento di lingue, in cui non conseguì il titolo accademico - per approdare, definitivamente, nella penisola, con esiti artistici di rilievo, in virtù di un temperamento che non indulse mai a compiacimenti estetici ed edonistici.
[...] Se Monserrato gli diede i natali, l'Urbe gli riservò quella fama che - attesa la sua aspirazione e il suo stile aristocratico - difficilmente avrebbe conseguito in Sardegna. La grande Città fece maturare la sua sensibilità artistica: si perfezionò ed approdò ad esiti pittorici nuovi e più consoni alle sue qualità innate.
[...] Artista raffinato, di qualità, iniziò il suo tirocinio artistico sotto l'influsso del realismo - corrente seguita nell'isola ed a Monserrato da Cesare Cabras - quasi passaggio obbligato per quel periodo; la sua attenzione, non paga, si spostò decisamente. Nel 1958 abbandonò la Sardegna eseguì l'Impressionismo, in cui trasfuse, abbagliato dal cromatismo, certe tensioni forti, manifestando originalità di impianto e di colore, sconfinando - artatamente - in raffigurazioni inusuali.
[...] Artista raffinato, comunque lo si legga, impresse nei paesaggi e nelle figure, presenti nelle prestigiose gallerie dell'Urbe, il suo magistero pittorico.

(Serafino Agus, Storia di Monserrato, Ed. Grafica del Parteolla)
    (...tutte le foto)

 

 

 

GIANNI ARGIOLAS

Monserrato, 14 Novembre 1947

Gianni Argiolas è nato a Monserrato il 14 Novembre del 1947, la sua esperienza artistica si forma sotto la guida di Foiso Fois, anche se il suo maestro fu Cesare Cabras, che forse gli inculcò certe tematiche spagnole, che il Fois trasse dalle sue esperienze in Spagna e di Antonio Mura, pittore insigne, "ritrattista raffinato, xilografo tra i migliori della scuola sarda". Espose a Roma, nel palazzo Barberini, nel febbraio del 1987, la sua Mostra antologica del cavallo, in cui la tematica equestre, tanto cara alla sua ispirazione diventa il suo cavallo di battaglia! Il cavallo finisce, con Gianni argiolas, per diventare la sua vena pittorica e scultorea.
La sua attività non si può limitare però alla tematica equestre, ci sono nudi, ritratti, chine, statue in bronzo e ceramiche che l'hanno visto protagonista in alcune opere relizzate nella fonderia artistica di Faustino Meloni ed Augusto Mascia. Con gli anni si rafforza l'intesa con Luigi Nioi, principe dei ceramisti, insieme firmano tantissimi lavori che oggi fanno bella mostra in basiliche e monasteri. Nella Parrocchiale di Sant'Ambrogio, a Monserrato, c'è l'altare conciliare bronzeo, fuso da Faustino Meloni e Augusto Mascia, mentre nella chiesetta filiale della B.V. di Monserrato ha elaborato il portale di bronzo, e istoriato, assieme ad Augusto Loi le pareti laterali con i pannelli che ricordano momenti di vita popolare. Decine di paesi hanno le sue opere, Furtei, Laconi, Cagliari e Sorso, per citarne alcuni. ll maestro Argiolas vive e lavora a Monserrato.
Lo studio d’arte di Via Giulio Cesare ha visto alternarsi, nel tempo, una moltitudine di allievi desiderosi di conoscere e affinare le tecniche artistiche. Quel che hanno trovato è un artista, disponibile e dotato di una profonda sensibilità.

(Serafino Agus, Storia di Monserrato, Ed. Grafica del Parteolla)

 

 

Altre info:

 

 

 

AMBROGIO MAMELI

Monserrato, 1929

Nato a Monserrato nel 1929, dove vive, dedica il suo tempo libero alla pittura, privilegiando il tema delle nature morte, che gli hanno valso riconoscimenti in Italia e all'estero, non tralasciando, tuttavia, scorci paesaggistici e marine.
[...] Personalità ecclettica, nato da famiglia contadina, faceva il barbiere di professione, il pittore per passione, dedicandosi anche all'elaborazione di pipe di radica - di cui vanta una collezione pregiata - non ignorando la scultura di legno, i busti in argilla e perfino i vasi in rafia.
[...] Dopo sei anni di studio intenso, definisce la sua tecnica pittorica: olio su tela e su cartone. Perfeziona il colore e approfondisce la prospettiva.
Approda, quindi, al primo riconoscimento a Firenze dove, nel 1981, gli è stato conferito l'Oscar dei due mondi. Nel 1984 partecipa alla mostra dei XXIII Giochi Olimpici a Los Angeles e nel 1985 vince il primo premio per la paesaggistica alla Biennale città di Firenze con uno Scorcio di Castello, in cui raffigura la Cattedrale dal viale Regina Margherita.
[...] espone in Continente e all'estero - Firenze, Roma, Venezia, Los Angeles - dove ottiene riconoscimenti lusinghieri: "Senatore accademico" e "Professore honoris causa", viene riconosciuto dall'Accademia il "Machiavello" di Firenze; insignito del titolo di "Commendatore" e "Accademico" dell'Accademia "Città di Roma". Gli è stata conferita, tra gli altri riconoscimenti,la medaglia d'oro a Viareggio.
Rare le pitture di scorci e di paesaggi, numerose e privilegiate - anche per il tempo a disposizione e per la qualità della luce - le sue nature morte, che riprende continuamente e ne fanno un virtuoso dell'anatomia botanica, in cui ha profuso l'acutezza della sua visione, che rimanda, per certe armonie cromatiche e per la rotondità dei suoi soggetti, a suggestioni caravaggesche.
Nella raffigurazione delle nature morte denota la sua maturità di stile, manifesta la concupiscenza del colore: la frutta, modellata veristicamente, diventa la protagonista assoluta, centrata in quegli sfondi stemperati - cilestrini e perlacei - circoscritta dalla luce diffusa sull'oggetto di quella produzione contadina che gli è rimasta nell'anima, come l'antica memoria di Cesare Cabras, che decorò la casa paterna.

(Serafino Agus, Storia di Monserrato, Ed. Grafica del Parteolla)

 

 

 

GIGI DESSI'

Serdiana, 1938

[...] Autore fecondo, la cui produzione poetica si colloca in modo non insignificante nel panorama letterario del secondo Novecento, è apprezzato dalla critica italiana, sarda e continentale.
[...] Nasce a Serdiana (CA) nel 1938, vive a Monserrato. Segretario e fondatore dell'Assocciazione Nuovi Scrittori Sardi, dal 1980 ha organizzato convegni letterari nazionali ed internazionali, curandone anche gli atti.
[...] Non gli sono mancati riconoscimenti ufficiali con numerosi premi in Italia. Alcune sue liriche sono state tradotte in francese, spagnolo, inglese, maltese, greco.
Ha pubblicato le seguenti raccolte poetiche: Vetri frantumati (1974); L'incomprensibile uomo (1976); Dioniso e l'uomo (1978); Pressures, in inglese (New York, 1979); La pressione del tempo (1982); Finestra di trapassi (1984), raccolta che comprende tre poemetti: L'ora che sento, Movenze, Dionisio e l'uomo (già pubblicato), Tanche di memoria (1987); Suggestioni di vita (1988); Gli echi dei quel gioco (1991); Dire chi siamo (1993); Il Disegno (1998); In una valle senza gigli (2005).

(Serafino Agus, Storia di Monserrato, Ed. Grafica del Parteolla)

 

 

 

RAFFAELE LOCCI

Monserrato, 1916

Raccontando di Raffaele Locci rivivremo novant'anni di storia monserratina. Dagli impegni sociali a quelli politici e civili. Una vita in prima linea. Raffaele Locci è noto sopratutto come autore ed attore di commedie dialettali. Pochi sanno che la passione di scrivere commedie in sardo è nata come necessità e la sua vasta produzione pur inserendosi nel filone comico, fa coesistere il divertimento con tematiche umane e sociali.
Già a otto anni (1924) è impegnato in piccole recite scolastiche che avevano lo scopo di guadagnare qualche moneta per i bambini poveri che non potevano permettersi nemmeno l'acquisto di una matita. Nel 1929 partecipa, con un ruolo femminile, in Sa coia e Pittanu. Nel 1936 parte per il servizio militare che durerà nove anni: viene congedato nel 1945, e subito inizia il suo impegno civile nei Comitati Civici e l'impegno sociale con la scrittura della commedia in tre atti Nassiedda est Fastiggendi. Questa stesura riprendeva una farsa scritta da Giovanneddu Obinu dal titolo Brabaredda Moriggendi, che vide Raffaele Locci impegnato come attore, ma il libretto andò smarrito e così un pò a memeoria e con un pò di suo, nacque la prima commedia. La rappresentazione fu data in una sorta di teatro all'aperto, nel cortile della casa dove poi fu costruito il cinema Ideal in via Del Redentore.
Fecero seguito le commedie Sa coia e Nassiedda (1946), Nassiedda a tentu pippiu (1947), Maurilliu richiamau (1948) e Maurilliu Flebottu (1949). Gli anni '50, furono anni di grande attività: fonda e diventa Presidente del 1° gruppo Folk monserratino denominato Ennio Porrino. In oltre 15 anni di attività la Ennio Porrino con canti e balli colleziona tantissimi succesi a livello nazionale e internazionale. Dall'esperienza politica fino ad allora maturata scrive la commedia Maurilliu candidau (1951). Nel 1952 la Ennio Porrino vince il 1° premio per il canto in occasione della Sagra del Redentore a Nuoro, mentre l'anno sucessivo si aggiudica il 2° premio. Nel 1954 la corale registra per la Walt Disney Production la colonna sonora del documentario Genti e Paesi.
Dal 1953 al 1958 è eletto sub - sindaco di Monserrato. Nel 1957 Raffaele Locci fonda la Pro Loco Monserrato e ne diviene Presidente. Sempre in questi anni si impegna alla fondazione del 1° nucleo regionali delle ACLI Associazione cristiane lavoratori italiani un'associazione di laici cristiani che, attraverso una rete di circoli, servizi, contribuisce da più di 60 anni a tessere i legami della società, favorendo forme di partecipazione e di democrazia. La sezione delle ACLI diede l'opportunità alla Filodrammatica Ambrosiana di portare in scena commedie attori e attrici, mentre in ambito ecclesiale tale opportunità non era ancora prevista e le parti femminili erano interpretate da uomini mascherati. Nel 1956 nel cortile del locale di via Del Redentore (cinema Ideal) fu rappresentata Sa cia de Pittanu, una commedia con oltre venti personaggi e fu un grandissimo sucesso di pubblico. Nel 1962 la corale Porrino rappresenta l'Italia in occasione della Mondial Convention of Lyon Club svoltasi a Nizza(Francia). I quell'anno si aggiudica il 1° premio nazionale al concorso per cori classici e folkloristici svoltosi a Roma. L'Ennio Porrino diventa il gruppo ufficiale della Provincia di Cagliari per presenziare nelle serate di gala organizzate dalla Regione Sardegna, rappresenta l'Italia al Congresso Mondiale delle Linee Aeree. Nel 1964 la corale rappresenta l'Italia in occasione della rassegna internazionale dei gruppi folk svoltasi a Nyons nel sud della Francia. In questi anni scrive la commedia Deu Regnu e Imperu, che riscuote grande sucesso di pubblico; negli anni '90 scrive: Su Bisconti e E già viada unu folclori. In questo periodo si accentua la sua attività di regista teatrale; magistrale la sua interpretazione nel ruolo di S'abogau imbrollioni nella commedia scritta da Efisio Loni, messa in scena anche di recente a novant'anni. Dal 1988 al 1993 fa parte del Consiglio particolare delle Conferenze San Vincenzo di Monserrato, Pirri e Selargius, mentre per due mandati è Presidente della San Giovanni Bosco.
Da tempo è impegnato nella raccolta di tutte le sue commedie e della necessità di creare, per ognuna di esse, un'appendice nella quale spiegare il significato di tante parole in sardo di cui si è perso il ricordo. Racconta la difficoltà delle persone d'oggi a parlare il sardo e sopratutto capirlo. Attualmente Raffaele Locci sta curando la regia di una sua commedia che a breve vedremo messa in scena e per il futuro ha in cantiere diverse attività. Lui il vizio di sognare anche a 93 anni non l'ha ancora perso.

 

 

 

FORTUNATO MANCA

Monserrato,

In allestimento...

 

 

 

GIANLUCA FESTA

Monserrato,

In allestimento...