LA STORIA ANTICA
[...] Monserrato non ha offerto - almeno finora - nel suo agro, testimonianze del suo passato, che affondino le loro radici in culture più remote: né della preistoria, né della colonizzazione fenicio-punica. Si attesta solo in epoca imperiale. [...]
[...] La storia di Monserrato può farsi iniziare intorno al secondo o terzo secolo d.C. [...]
[...] Pauli fu inglobata nello scacchiere coloniale romano dove, nelle sue terre assolate, che si estendevano dal piccolo rilievo (cuccuru) di Terr'e teula fino ai confini dell'opulenta Salaria - o Kellarium, Kellarious - si coltivava il frumento, la coltura più diffusa e necessaria per l'economia dell'Impero. [...]
[...] Le scoperte archeologiche fatte dalla Soprintendenza alle Antichità di Cagliari, avvalorano l'ipotesi di insediamenti umani, organizzati, nell'agro monserratino in epoca romana. [...]
[...] La prima scoperta archeologica è del Novembre del 1866 allorchè il Commissario regio preposto ai musei ed agli scavi in Sardegna, in occasione dei lavori di deviazione del torrente, riferì che nel Comune di Pauli-Monserrato, nella regione de Su Mulinu, in un terreno già di proprietà di Giuseppe Dessì, venne scoperta una tomba antica. [...]
[...] Dal 1876 al 1930, negli Indici generali di Notizie Scavi e Antichità questa è l'unica notizia riportata per la "frazione di Pauli-Monserrato" (siamo in epoca fascista) e definita "tomba romana" o "tomba di età romana".
La seconda è del 1948. Secondo la testimonianza del Signor Antonino Tidu di Monserrato, nel 1948 furono trovate, in un fondo di suà proprietà, sito in località San Lorenzo, a circa Km. 2 da San Michele, tombe di epoca romana costruite in calce. Esse contenevano alcune monete d'argento e una coppetta che pare andasse smarrita. Fu descritta in questo modo: con vernice nera e con decorazioni di figure umane. Delle monete si poté recuperare e assicurare al museo di Cagliari un Antoniniano recante nel diritto il busto di Caracalla laureato a destra e con la legenda ANTONINUS PIUS AUGU(USTUS) GER(MANICUS), e nel rovescio AESCULAPIO STANTE di faccia col viso a sinistra, con bastone nella destra a cui si avvolge il serpente e globo in basso a destra. [...] Questa moneta è datata 215 d.C. [...].
La terza è del gennaio-febbraio del 1973. Si tratta di un'esplorazione compiuta dalla Soprintendenza alle Antichità di Cagliari di dieci tombe ancora vergini, i cui materiali sono stati in parte esposti al Museo Archeologico. Prossima nell'area delle tombe è la zona di Terr'e teula in cui si individuano elementi di cultura materiale romana. Le tombe scavate erano forse del tipo "a cappuccina", cioé con un cassone rettangolare, costituito da laterizi rialzatie ricoperto da un tettuccio dispulviato, formato ugualmente da laterizi disposti a schiena d'asino.
Si tratta, quindi, di una necropoli romana, sita nella località Su Mulinu, in agro di Monserrato.
La quarta è della fine degli anni Ottanta, effettuata in agro di San Lorenzo: [...] Dagli strati del suolo erano emerse tombe disposte secondo un ordine preciso, edificate in obbedienza ai canoni comuni anche alla terza scoperta. Sono testimonianze che consentono di affermare che si tratti di una necropoli romana risalente all'età imperiale. [...]
[...] Attestato importante, infine, della presenza dell'impero in agro monserratino resta la colonna monolitica sulla quale nel 1563 gli spagnoli eressero la Cruz de Marmòl. Colonne diffuse per tutto il territorio del Campidano conquistato dai romani.
Anche l'analisi economica-giuridica può aiutare a capire, almeno per analogia, che Pauli non dovette differenziarsi dalla distribuzione demografica a villaggio, tipica degli altri villaggi del Campidano di Cagliari.
In particolare, della fascia comprendente Sestu, Selargius, Quartucciu e Quartu risalente all'epoca romana per il sistema della proprietà privata e del latifondo, che si sviluppò intorno al Caput Sardiniae e dal quale non poteva essere scorporato Pauli. [...]
[...] Non solo l'archeologia, quindi, ma anche il diritto aiuta a ricostruire, per analogia, il modo d'origine di Pauli, un'area di passaggio obbligato nell'espansione sistematica, attuata pragmaticamente dai Romani nell'entroterra del Caput Sardiniae.
IL PERIODO GIUDICALE
In quel tempo la giurisdizione del giudicato di Cagliari si estendeva sulle terre delle diocesi di Cagliari e Dolia, tra le ville è inclusa anche Paulis. Paulis appartenne alla curatoria del campidano di Cagliari, detta Civita, che accorpava il territorio circostante la città e cadeva sotto la giurisdizione del giudice di Cagliari. Nel periodo giudicale, Paulis esce dall'anonimato per le vicende sviluppatesi attorno alla chiesa di Santa Maria, la chiesa madre della villa, tanto da essere l'epicentro spirituale della comunità locale nei secoli anche dopo la fondazione della nuova parrocchiale di Sant'Anbrogio.
Dall'atto con cui Costantino, Giudice di Cagliari approvò la donazione fatta dal giudice Orzocco della chiesa di Santa Maria de Paulis nel 1183, ai Vittorini, risultano anche le zone donnicalie e domestie in Gregori de Arriu, in agro di Paulis. La presenza dei Vittorini fu importante per la vita economica della città in quanto, originari della Provenza, portarono tante innovazioni nel campo vitivinicolo; avvenne così che questo settore ebbe largo sviluppo a Paulis diventando nei secoli una delle risorse più importanti per l'economia.
La storia del giudicato di Cagliari nell'arco di pochi anni, tra il 1254 e il 1257, volgeva ormai alla fine, il Castello passò nuovamente nelle mani dei Pisani, le saline, le peschiere e le terrre circostanti. I Vittorini perdettero la giurisdizione su quelle chiese, dai quali riscuotevano fitti e tributi in denaro, come è attestato dall'inventario dei beni del priorato di San Saturno di Cagliari, dal quale risultava che un certo Mossuti de Orruù, riscuoteva i tributi della villa de Padulis.
Quindi non solo Santa Maria de Paulis e Su Gregori, ma anche un altro fondo appare censito tra i beni dei Vittorini, e Paulis - Pauli, Padulis entra nella storia, non per meriti propri, ma per i passaggi di proprietà e di tributi.
IL PERIODO PISANO
Nel 1257, sconfitti i Genovesi il Giudicato di Cagliari perdette la sua entità giuridica, i Pisani presero possesso del Castello e di tutti i territori limitrofi compreso Paulis. Il Campidano fu sotto la dominazione pisana fino al 1324. Si ha notizia di Pauli perchè i Pisani , furono meticolosi rubricatori dei redditi delle ville sottomesse alla loro giurisdizione.Pauli è circoscritta nel giudicato di Cagliari, nella curatoria del Campidano, con una rendita in denaro di 124 alfonsini e 18 soldi.
In allestimento...
