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CASA CAMPIDANESE

Esistono ancora pochi esempi di Casa Campidanese a Monserrato, il centro storico conserva ancora qualche esempio di questa tipologia abitativa, famosa per i portali che danno sulla strada, rompendo la monotonia dei muri alti, a difendere l'intimità della vita domestica. Monserrato appartiene a quei centri in cui si individuano i vicoli ciechi ramificati con le case a corte: una struttura curvilinea "decisamente medievale". I caratteristici portali, posti all'ingresso della casa, sono grandi, per consentire il transito dei carri, sono costituiti da due piedritti di pietra dura verticali, sovrastati da un asse curvilineo e coperti da un'ampia tettoia su prociu. Il portone dà sul cortile sa prazza, su cui si affaccia, la casa di abitazione. Si accede alle stanze, non comunicanti fra loro, passando per un loggiato sa lolla, el patiu cubert in catalano, el patio cubierto in spagnolo. Sa Lolla è probabilmente anteriore alla conquista aragonese e spagnola. Sulla lolla danno le porte-finestre di accesso alle camere, la casa a corte monserratina, è caratterizzata dalla pianta quadrangolare o rettangolare, estesa in profondità, con un uno, due lati prospicenti la strada.
Le camere, apposentus, sono stanze da letto o stanze per ricevere gli ospiti, senza le finestre e con i soffitti alti decorati con la tecnica stencil; sono riprodotti fiori, frutta, motivi geometrici, pesci ed uccelli. Le decorazioni generalmente si facevano miscelando la tinta alla calce e nelle case dei ricchi proprietari la polvere colorata si mischiava a latte fresco di pecora. Ogni abitazione, ha il suo giardino ricco di fiori e piante; pianta di limone, pianta d'arancio, il pergolato (su barrali) vanto del padrone viticoltore.
Il cortile oltre che giardino, aveva molteplici funzioni: in presenza del pozzo sa funtana, come abbeveratoi per il bestiame is laccus . Le cisterne, come quella ancora oggi presente nel ristorante (Taverna 1860 in via Tito) gisterras, erano costruite sottoterra in mattoni cotti e servivano come riserva per l'acqua, che si raccoglieva dalle grondaie dei tetti con un sistema di tubi di terracotta internati nel muro di ladiri.

   
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VILLE LIBERTY

A partire dalla seconda metà dell'Ottocento le strade, specie quelle principali, incominciano a cambiare aspetto, non più un susseguirsi di mura parallele interrotte, di tanto in tanto, da porte carraie; appare qualche palazzetto, con finestre che si affacciano sulla strada, con balconi in ferro battuto e decorazioni di mattoni cotti. Se alcuni particolari risentono della moda che proviene dalla città, come i timpani rettangolari che mascherano i tetti a due pioventi, all'interno la casa conserva tutte le sue caratteristiche. Alcuni di quei palazzetti, alla maniera cittadina, ospitano i primi negozi, le prime botteghe artigiane; si possono ammirare i graziosi portoncini d'ingresso con le lunette sopraluce, chiuse da artistici lavori in ferro battuto il cui stile risente delle influenze iberiche; ed indiscreti balconcini in stile liberty.

  
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